
Vincenza Colapinto (1931 – 1994)
“La miriade di sfaccettature dell’identità femminile rappresentate da capi di corredo della madre dell’artista, donna dai forti valori morali e con un indomabile spirito di indipendenza.
I tessuti e le loro forme diventano testimonianza della complessità del percorso della figura femminile attraverso i secoli e il ricordo si fa memoria collettiva del movimento che ha spinto la donna a emanciparsi dalla condizione di inferiorità in cui la Storia l’ha cacciata da sempre.
Vincenzina, la madre dell’artista, ha fatto la sua parte in tal senso, partendo da un paesino della Puglia per approdare in Svizzera e lavorare appunto come fille de lingerie in un albergo negli anni dell’immediato Dopoguerra spinta dal bisogno di emanciparsi da una condizione per lei già scritta. Emancipata ma ancorata alla tradizione rappresentata dal corredo, da lei stessa ricamato.
Ed ecco le sfaccettature infinite dell’animo femminile che riesce a racchiudere in sé sentimenti solo apparentemente contrastanti perché l’emancipazione deve partire dal passato per poterlo elaborare. Né strega, né angelo. Semplicemente donna.”
Cristiana Pivari

Foto dei vestiti originali Adriano Frisanco
Questi forme, tessuti e ricami vengono rielaborati per costruire un percorso che attraversa memorie private e insieme pubbliche: dinamiche famigliari, desiderio di indipendenza, complessità del ruolo della donna, spinte conservative e necessità di emancipazione, rapporto con il proprio corpo, lavoro e mode che cambiano negli anni ma sono ancora attuali.



















Un particolare ringraziamento ad Adriano Frisanco per la fotografia, Grazia Isoardi e Lilia Malesardi per la rielaborazione dei capi, Cristiana Pivari e Francesca Piersanti per i testi, Susi Beltrami e la mia famiglia per il sostegno.





Il 20 luglio 2025 è stato aggiunto un tassello a questo progetto intitolato “Omaggio a Luisa”, nell’ambito della mostra: INTRECCI DI DONNE NEL TEMPO, fili di memorie. a cura di Liliana Maffei.

Un progetto site specific che si è tenuto presso la casa di Luisa Zanotelli e Vittorio Miorandi ai Molini di Nogaredo TN, un antico mulino trasformato in dimora di campagna che ospita più nuclei familiari di varia estrazione e provenienza geografica, in cui Alex Zanotelli con i suoi collaboratori passa alcuni momenti di studio e di riposo fra un viaggio e l’altro.

L’installazione che dialoga con la mostra di tessuti è stata collocata nel tinello d’entrata della casa accanto all’Albero Genealogico della famiglia Zanotelli ed al ritratto della Madre di Luisa e di Alex.
Scelta non casuale dato che si voleva evidenziare quel’ “Intreccio di donne” a partire dalla biografia di mamma Vincenza , di cui sopra, messa accanto alle biografie ed ai ricordi delle protagoniste di questa mostra.

Nella mia istallazione la camicia da notte è appartenuta alla nonna di Luisa e Alex Zanotelli, Maria Depetris (1882 -1949) ed è servita come prova d’artista per la mostra collettiva, “Col filo e con l’ago”, 2021/22, omaggio alla grande artista sarda Maria Lai a cura di Roberta Bonazza.
Allora era stata esposta una istallazione intitolata: “Fille de lingerie” che ho dedicato a mia madre Colapinto Vincenza (1931-1994). Ora per la speciale occasione della mostra viene presentata in esclusiva ai Molini di Nogaredo.
Le mani, poste all’altezza del ventre, sono state ricamate con fili di cotone bianco. Una libera interpretazione delle raffinate decorazioni tratte dal vasto repertorio dei nostri corredi familiari. Una allusione ai tatuaggi in tintura Hennè fatti dalle donne delle antiche comunità nordafricane e mediorientali. Auspicio di fecondità e di gioia che le donne donano al Mondo intero attraverso le loro memorie che si intrecciano nel tempo.
